XXVIII settimana del T.O. - 11 Ottobre 2026
Crocicchi!
Mi piacciono tanto quei 'crocicchi', parola che non si usa mai, non fa parte del nostro vocabolario, ma fa parte di quello di Dio: il nostro non è il Dio delle autostrade, ma dei crocicchi. Non dei palazzi ma delle catapecchie, non di via Montenapoleone, quadrilatero della moda, ma delle periferie, non delle immense cattedrali ma delle chiesette appartate e raccolte.
Comunque sia, oggi ci invita a nozze, come fa lui, all’improvviso, di sorpresa, a pranzo, gratis, come un ospite che arriva all’improvviso o meglio ti invita e offre lui. Perché c'è il figlio che si sposa. Ma è strano perché poi il figlio non c'è e sembra che i festeggiati siamo noi! Trucchi da Dio! Eh già, non l’abbiamo ancora capito che i festeggiati siamo noi perchè gli interessiamo, anzi inventa mille occasioni per stare con noi, invitarci, far festa e non perderci di vista.
Lui invita tutta l’umanità a una festa senza fine: per lui amare è una festa non un dovere, aiutare un amico è una festa, inginocchiarti a pregare è una festa, stare accanto a tuo padre in fin di vita è una festa non un obbligo!
Lui invita credendo di avere un seguito, invece ottiene solo il nostro rifiuto! Non ci piace tanto quando invitiamo un amico a cena o a un aperitivo e otteniamo solo un 'no, non ho tempo, ho altro da fare'. Eppure con Dio facciamo così: le sue feste, le sue parole, il suo stile non ci tocca, non ci interessa. Non sto pensando alle chiese vuote ma allo stile di Dio!
Ma lui non demorde, non rinuncia, non si arrende: ecco chi è Dio, colui che non si arrende. Ecco chi è il cristiano: colui che non si arrende!
Allora l’invito è per tutti, ai crocicchi della vita, là dove nessuno guarda, dove non c’è interesse, dove la vita è meno vita, dove non c’è sorriso, festa, gioia di vivere, dove tutti scappano! San Francesco ha trovato la verità e la sua felicità tra i lebbrosi, ai crocicchi.
Nella Francia secolarizzata, molti giovani e ragazzi ritornano in chiesa, vanno a Messa, chiedono il Battesimo, sono invitati che dicono di sì perché sentono il desiderio di una Parola nuova, di un senso alla vita, di un silenzio che da valore alle mille voci, il desiderio di un Dio che rinnova il suo amore, di una festa e un banchetto di nozze. Sempre in Francia alcuni ragazzi che ritornano alla fede invitano i nonni palestrati e aitanti e dicono loro: 'Nonna, nonno vieni, ti porto in un posto bellissimo, vieni con me'. 'Dove ?' chiede il nonno. 'In chiesa, a Messa'. Il mondo al contrario! Ci arriveremo anche noi, anzi faremo meglio. Queste sono le sorprese di Dio! Basta cercarle e restare pronti ad accoglierle queste sorprese di Dio!
E infine l'abito nuziale senza il quale non puoi stare dentro, o meglio, senza il quale non capisci la festa, vuol dire che la festa non ti è entrata nel cuore, vuol dire che non ti fidi ancora di questo re e pensi che ti presenti il conto. Abito nuziale vuol dire che lo porti fuori quell'abito ai tuoi crocicchi, vuol dire che esci da quella festa col cuore nuovo e porti la gioia ovunque, costi quel che costi, là dove si è spenta la festa, dove c’è bisogno del vino nuovo di Cana .
O Dio dei crocicchi, siamo noi che tiriamo indietro e non ci fidiamo delle tue feste credendo che ci sia sotto l’inganno, bravi a difendere i nostri interessi senza capire che tu sei più bravo a difenderli per il nostro bene. C'è un banchetto pronto al quale inviti chi secondo noi non lo merita, mentre noi rifiutiamo l'invito e ci escludiamo con le nostre mani. Donaci il tuo abito nuziale perché viviamo la vita come una festa. Non smettere mai di invitarci, perché prima o poi capiremo che solo con te la festa è vera!